Serena Valietti Bergamo Bergamo era così, ti coccolava con il vento fresco delle sere di primavera sulle mura e ti sbatteva in faccia il grigio delle fabbriche che si accatastano l'una via l'altra già dalla prima periferia. Quella città che «a volte ti accarezzava e altre ti prendeva a sberle» scrive Nero Cristallo nellesue centopagined'esordio di Via Briantea(Il Filo), un libro chiamato come la grande arteria checongiunge il cuore diBergamo con la Brianza milanese e il lecchese. Tre racconti, uno dei quali già apparso su MySpace, ora fermati su carta, insieme a tre istantanee della Provincia, che «se da un lato ti ovatta la vita, dall'altro ti schiaccia sotto il peso della tradizione», come si legge nella prefazione del libro. La bergamasca raccontata dal giovane trentatreenne che si nasconde dietro allo pseudonimo Nero Cristallo è quella fatta di duro lavoro, di sacchi dicemento e di pranzi da consumare ancora coperti di polvere in una trattoria e di serate trascorse al solito pub, dove il barista sa esattamente cosa berranno i suoi clienti che conosce per nome. E sullo sfondo della provincia svettano i protagonisti assoluti del romanzo, le due passioni dello scrittore, l'amore e la musica, quella ora malinconica, ora rabbiosa di Marlene Kuntz, Afterhours e di molto altro post-rock italiano, che riempie le giornate di Leno, l'io narrante del racconto che dà il nome al libro, una finestra affacciata sull'anima dell'autore, in bilico tra fiction e autobiografia. Info: www.myspace.